L’allattamento e i principali luoghi comuni

Giulia Vigna (FB+IG), educatrice, peer supporter in allattamento, mamma e blogger sul sito Succedeame, parla con gli amici di Togenther (seguici su Facebook) dell’allattamento e dei principali luoghi comuni che possono mettere in crisi le mamme

…un riversare che trae nutrimento dal suo stesso esaurirsi

Dal 1 al 7 ottobre si è svolta la settimana dell’allattamento materno (SAM) che coinvolge sia mamme e future mamme che i promotori dell’allattamento materno, al fine di creare una cultura sempre più viva, concreta e di sostegno.

vantaggi dell’allattamento materno, quando possibile, sono davvero tanti sia per la mamma sia per il bambino appena nato. A volte può succedere che nonostante le alte aspettative riguardo a tale tema, una volta provato ad allattare ci si accorge delle possibili difficoltà che tutte le mamme incontrano all’inizio del percorso.

Cosa fare? Un recente studio ha dimostrato che solo una minima percentuale di mamme (31%) prova ad andare avanti con l’allattamento dopo i primi 4 mesi. Invece, alle altre che proseguono l’allattamento, può capitare di sentirsi dire che il latte diventa acqua oppure che è sconsigliato attaccare il bambino al seno superato il primo anno di vita. Tutto questo può essere davvero scoraggiante per le mamme che spesso non sanno con chi parlarne o a chi rivolgersi.

Per fortuna negli anni, oltre alle ostetriche e alle consulenti, stanno comparendo sempre più peer supporter in allattamento: figure che offrono sostegno e supporto gratuitamente e che aiutano la mamma nel delicato tema dell’allattamento, dando loro informazioni e aiuti tecnici.

 

Ma quali sono i principali luoghi comuni, senza un fondamento scientifico o reale, che mandano più in crisi i neo genitori?

 

IL LATTE DIVENTA ACQUA

Totalmente falso. Il latte materno è specie-specifico, cioè ha la caratteristica di adattarsi allo sviluppo del bambino man mano che cresce. Gli elementi nutritivi contenuti al suo interno favoriscono lo sviluppo cerebrale e osteomuscolare. In particolare, il latte materno maturo (quello che si forma dalla montata lattea in poi) contiene componenti stabili fino alla fine della lattazione, indipendentemente se questa avviene a 12 mesi o a 3-4 anni! Carboidrati, lipidi, vitamine, sali minerali, oltre che gli anticorpi sono sempre presenti e non spariscono per tutta la durata dell’allattamento!

 

A 6 MESI LE PAPPE DEVONO SOSTITUIRE IL LATTE 

Questa affermazione è falsa. Infatti l’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo fino ai sei mesi. Successivamente, lo svezzamento e l’allattamento possono procedere di pari passo completandosi a vicenda e il pasto non dovrebbe sostituire la poppata almeno fino ai 12 mesi. Quindi se il bambino dopo aver mangiato la pappa richiede il seno, non bisognerebbe negarglielo ricordando sempre che l’allattamento può essere anche nutrimento, coccola e protezione. Il momento del pasto è passaggio importante per la vita del bambino e possiamo utilizzare delle piccole accortezze per far si che non diventi una lotta tra genitori e figli.


ALLATTARE È DOLOROSO

Falso! L’allattamento non è mai doloroso, né alla prima esperienza di allattamento e nemmeno nei primi giorni dopo il parto. L’allattamento fa parte del fisiologico percorso di vita di una neo mamma e il nostro corpo è predisposto affinché l’allattamento sia un esperienza piacevole. Alcune mamme provano dolori, anche forti, che le spingono ad interrompere questo percorso. In questo caso significa che c’è qualcosa da correggere nell’attacco, nella posizione o la suzione del bambino non è corretta. E’ importante parlarne con un’ostetrica oppure con una peer supporter in allattamento che può aiutare la mamma a non terminare precocemente l’allattamento.


LO STRESS FA ANDARE VIA IL LATTE

Sebbene sia una credenza molto radicata che fatica a scomparire è completamente falsa. Ogni donna al momento del parto (moltissime mamme anche prima!) comincia a produrre prima il colostro, successivamente il latte di transizione e infine, dopo qualche giorno, il latte maturo. Tuttavia, non è infrequente sentire mamme stanche e stressate, che si occupano del resto della famiglia e delle faccende domestiche o che devono rientrare al lavoro anticipatamente, dire che il latte è scomparso a causa dello stress.

In questo caso è opportuno fare un po’ di chiarezza. Lo stress e la stanchezza possono influenzare il riflesso di eiezione del latte ma non la produzione. La fuoriuscita di latte ottimale è garantita dall’ossitocina che agisce sia prima che durante la poppata. Lo stress e il dolore inibiscono l’ossitocina non permettendo un flusso di latte ottimale. Un semplice trucco è quello di mettersi a proprio agio durante il momento della poppata, accarezzare il bambinoguardarlo e parlargli dolcemente.

 

Autrice: Giulia Vigna